Calabretta: «Non ho visto squadre superiori al Porta Romana. Ce la giocheremo fino alla fine, senza pressioni. Per altri arrivare secondi sarebbe un fallimento…»

Firenze, 27 gennaio 2020 – Intervista al centrocampista Giuseppe Calabretta: «Il pareggio contro la Lastrigiana? Sinceramente loro non hanno fatto chissà che cosa, tanti lanci in profondità e poco altro. Noi forse avremmo potuto pungere un po’ di più nel finale, peccato, ma ormai è andata e pensiamo già alla prossima in casa contro il Sangimignano…
Nelle ultime settimane abbiamo affrontato quasi tutte le squadre di vertice, senza presunzione mi sento di dire che possiamo giocarcela con tutte fino alla fine. E’ un campionato apertissimo, non ho visto una squadra superiore al Porta Romana. La nostra forza è la tranquillità, noi non abbiamo l’obbligo di vincere, mentre per altre squadre, pensando a quanto hanno investito sul mercato, arrivare secondi sarebbe un fallimento. La pressione ce l’hanno gli altri…
Le tre espulsioni contro le Badesse? Incomprensibili i tre rossi per doppia ammonizione, in una gara combattuta ma sempre corretta e ingiustificata la lunga squalifica di Spinelli. Qualcosa non torna…
Come mi sto trovando a Porta Romana? Benissimo, sembra di stare in famiglia, tutti lavorano in sintonia, si avverte la presenza della società durante tutta la settimana. Ho trovato strutture da categorie superiori e una grande organizzazione. A livello tecnico mi piace il gioco voluto dal mister, da squadra di vertice, cerchiamo di tenere sempre il pallino del gioco…
Firenze? Città bellissima, sono venuto qua per raggiungere la mia ragazza, dopo aver giocato in diverse regioni italiane. Ho iniziato nelle giovanili del Perugia, poi ho fatto Berretti nazionali a Perugia e Foligno, prima di passare alla Vibonese in serie D. Poi sono stato ad Asti, Capo d’Orlando, Cannara in Umbria, Marsala, Acquapendente nel Lazio, Ragusa, poi Spoleto per un anno e mezzo. Quest’anno ho iniziato ad Assisi, poi ho scelto di venire a Firenze. Differenze tra l’Eccellenza Toscana e i campionati di altre regioni? In tutti i campionati ci sono le squadre di vertice che cercano di giocare e le altre squadre che fanno più i lanci lunghi. Al Sud forse c’è più agonismo, più aggressività…»

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