Claudio Terrazzi: «La nostra sfida, crescere senza perdere la nostra identità»

Firenze, 26 maggio 2016 – Intervista a Claudio Terrazzi, presidente del Centro Sportivo Porta Romana.

«Buongiorno Claudio, come sono stati questi primi due mesi da presidente?»

«Sono state settimane intense, con tante situazioni da conoscere e prendere per mano. La società è molto vasta, c’è il comparto sportivo ma anche il lato gestionale, le cose da tenere d’occhio sono tante. Come dirigente ero già al corrente dei principali aspetti, ma quando assumi una carica così importante ti senti addosso il peso della responsabilità, cerchi di conoscere tutti i particolari. Ho la fortuna di essere ben supportato, la società è composta da persone che dedicano tanto del loro tempo libero al Porta Romana, come attività di volontariato. Senza questa passione e attaccamento non riusciremmo a fare tutto, gli impegni sportivi sono tanti, così come le attività della Federazione. L’auspicio è che in futuro questo gruppo di persone possa allargarsi…»

«La tua storia con il Porta Romana è cominciata nel 2004, che cosa rappresentano per questi colori, questa società?»

«Per me il Porta Romana è come una seconda casa, il luogo dove andare per stare bene in compagnia. Nel 2004 venivo da cinque anni di inattività per infortunio, ho ricominciato soltanto grazie a Stefano Fiorini, che non finirò mai di ringraziare. Il Porta Romana era appena stato promosso in Seconda Categoria, in arancionero ho giocato sei stagioni, fino alla vittoria del campionato di Prima Categoria nel 2010/11. Appese le scarpette al chiodo, l’anno seguente ho fatto il dirigente accompagnatore vincendo il campionato di Promozione. Negli anni successivi sono rimasto in società per dare una mano per quanto mi era possibile, fino a quando dopo la scomparsa del grande Giorgio mi è stato proposto di assumere la carica di presidente, una responsabilità a cui non avrei mai immaginato di essere chiamato. Appena mi è stato chiesto ho risposto subito di sì. Questa carica mi riempie di orgoglio. Essere il presidente di questa società è prima di tutto un grandissimo onore, perché quello che ha fatto Giorgio in mezzo secolo e quello che, insieme a lui, hanno saputo fare negli ultimi dieci anni gli attuali dirigenti è un qualcosa di eccezionale. Non dobbiamo mai dimenticarci da dove veniamo, nella stagione 2009/10 abbiamo pagato la multa perché non avevamo neppure una squadra Juniores provinciale…»

«Il tuo rapporto con Giorgio Borchi?»

«Anagraficamente per me è sempre stato un nonno, spesso gli chiedevo di raccontarmi degli anni della guerra, episodi che facevo finta di non ricordare per farmeli raccontare di nuovo. Racconti straordinari che ci lasciavano tutti a bocca aperta. Da questi episodi vissuti capivamo da dove venisse la sua grande tempra e determinazione. Di lui non dimenticherò mai il suo entusiasmo e la sua capacità di trasmetterlo. E l’attaccamento ai nostri colori, fino all’ultimo si è interessato alla squadra e alla società, ha dato indicazioni. Resterà sempre un esempio per tutti, senza passione non si fa niente. Siamo qui per divertirci e per far divertire ragazzi e bambini. E’ una responsabilità ma anche un grande privilegio…»

«Quali sono le prossime sfide del Porta Romana?»

«La società negli ultimissimi anni ha avuto una crescita che definirei esponenziale, adesso c’è bisogno di stargli dietro, di consolidarla. La sfida è farlo mantenendo la nostra identità, in tutto quello che facciamo e che andremo a fare. Abbiamo quasi 300 tesserati, una dimensione enorme rispetto a solo tre anni fa. A livello sportivo puntiamo a far crescere il nostro settore giovanile, anche e soprattutto a livello qualitativo, per diventare competitivi in tutte le categorie. Quest’anno abbiamo raggiunto un grandissimo risultato con la formazione Juniores, conquistando l’accesso al costituendo girone regionale d’élite. Progressivamente vorremmo arrivare ai regionali anche con gli Allievi e i Giovanissimi, ma senza perdere la nostra idea di sport. Alcuni dei ragazzi della Juniores hanno già esordito in Eccellenza, in futuro vorremmo crescere in casa tutte le nostre quote. A livello strutturale il primo impegno è mantenere sempre al massimo dell’efficienza l’impianto delle Due Strade che siamo chiamati a gestire. Non dimenticandoci di come l’abbiamo ricevuto, nel 2012…»

«Il Porta Romana e l’Oltrarno…»

«L’Oltrarno è un quartiere popolare, bellissimo, il più autenticamente fiorentino. Ci sentiamo una delle espressioni positive di questo quartiere. Abbiamo non per caso un bellissimo rapporto con i Bianchi di Santo Spirito. Ci piacerebbe che gli abitanti partecipassero sempre di più alle nostre attività, in questo sicuramente ci aiuterà la crescita della scuola calcio. Invito i nostri bambini e i loro genitori che hanno iniziato a conoscerci da poco di venire allo stadio la domenica pomeriggio, è un segno di appartenenza. In molte società prima squadra, settore giovanile e scuola calcio rappresentano quasi dei compartimenti stagni. La nostra aspirazione è creare un movimento unico…»

«La prima squadra è la nostra punta di diamante, ma la stagione appena conclusa è stata difficilissima…»

«E’ vero, ma con grande orgoglio posso dire che nel momento di maggiore difficoltà tutti gli attori principali hanno dimostrato grande capacità e attaccamento, in particolar modo Stefano Fiorini vero leader indiscusso. Abbiamo dimostrato che siamo un gruppo di amici veri, oltre che un gruppo di dirigenti, e con impegno e sacrificio siamo venuti fuori da una situazione sportivamente drammatica. Ad un certo punto abbiamo fatto scelte contrarie a quelle che probabilmente sarebbero state le comuni logiche sportive. Siamo diversi da altre società, non dico meglio o peggio, ma siamo noi. E vogliamo continuare ad esserlo. La nostra sfida è mantenere sempre questa identità, quello spirito di Bibe, così si superano tutti i problemi…»

«L’obiettivo per la nuova stagione?»
«Non mi avventuro in considerazioni tecniche che non mi appartengono. Come presidente voglio dare il benvenuto al nuovo mister Alessio Miliani. Per quanto riguarda la rosa de giocatori l’area tecnica sta già lavorando. Al di là dei nomi, al Porta Romana vorrei sempre una squadra composta da ragazzi che scendono in campo dando sempre il massimo e qualcosa di più, con un senso anche di riconoscenza per tutti gli sforzi che questa società fa per permettere a loro e a tutti i tesserati di divertirsi la settimana e la domenica, con il gioco più bello del mondo. I risultati arriveranno di conseguenza…»

«Il 12 giugno l’appuntamento è allo stadio per la festa arancionera…»

«Invito tutti alla festa arancionera in programma domenica 12 giugno, sarà una bella occasione per stare insieme e chiudere la stagione. Per frequentarsi ed appassionarsi sempre di più alla nostra realtà. Per finire un grande ringraziamento a tutti gli amici che impegnandosi con amore e passione consentono al Porta Romana di essere oggi una delle società più ambite della città!!!!»

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