Tutto il calcio minuto più… minuto meno/ Sinalunghese-Porta Romana vista da Giacomo Grazzini: “Pino Longoni, Eraldo Mancin e…”

ImageFirenze, 30 novembre 2015 – Nuovo appuntamento con la seguitissima rubrica curata da Giacomo Grazzini: “Tutto il calcio minuto più… minuto meno. Il calcio ai tempi di Comunardo Niccolai”. Ecco il commento alla partita contro la Sinalunghese:

Alcune volte il destino e’ veramente beffardo e crudele con alcune persone , ed e’ quello che successe a Giuseppe ” Pino ” Longoni , famoso terzino del Cagliari , Fiorentina e Vicenza , detto anche ” Coscia d’oro ” , per i suoi interventi in spaccata , tesi a recuperare spesso , palloni impossibili , dai preziosi piedi dei suoi diretti avversari , con il più classico degli interventi in scivolata, gesto che unito al suo terrificante tiro di sinistro e la falcata assai veloce sulla fascia , lo resero un terzino moderno , ottimo , sia in fase di copertura o ripiegamento che fosse , sia , allorquando operava lungo le fasce laterali , nelle sue , non rare , incursioni con propensioni offensive.

Longoni , però , ritornando al tema a cui accennavo sopra ,e cioè quello del “destino crudele” , per i due anni consecutivi a cavallo del ’68 e ‘ 70 , , egli , e cioè il difensore più … Seregno d’Italia , si vide sfuggire , consecutivamente , per un ” niente” , non uno , ma , addirittura , ben due scudetti , arrivando invece , a conquistare in entrambi i casi , un onorevolissimo ma , poco consolante, secondo posto .

Ma fu la dinamica di questa stessa amara vicenda , talmente unica nel suo genere , quasi che fosse stata scritta a tavolino , da chissà quale romanziere , da richiamare forte l’attenzione dei mas media dell’epoca , e di conseguenza , assai meritevole oggi di essere da me ricordata .

Successe, infatti , che i due terzini , Giuseppe Longoni ed Eraldo Mancin, nei due anni compresi, come ho già detto, tra il 68 ed il 70 , furono oggetto di uno scambio da parte di Fiorentina e Cagliari , squadre che come tutti sanno , nei due campionati 68/ 69 e 69/ 70 , si imposero nel nostro campionato , alternandosi alla fine , non solo nella conquista dello scudetto , ma anche nel raggiungimento del posto d’onore, l’uno sempre alle spalle dell’altro .

E fu proprio che in questo curioso balletto ” prima te , poi io” , nelle vicende vittoriose del campionato , che la parte del più sfortunato dei due , si rivestì’ dei panni del povero Longoni , il quale , allorquando giocava terzino del Cagliari , nel 68/69 , l’altro, cioè Eraldo Mancin , s’imponeva trionfando con la sua Fiorentina , mentre il nostro gagliardo Pino “Coscia d’oro” , ahimè per lui, si dovette accontentare , magra consolazione davvero , della piazza d’onore, con uno scudetto , sfuggitogli , proprio li’ , a due passi da lui , ma pur sempre ormai irraggiungibile .

Quando invece , l’anno successivo , Longoni , fu trasferito in cambio di Mancin e soldi dalla squadra sarda alla squadra gigliata , agli ordini del “Petisso” Pesaola , ancora una volta , seppur , sempre godendo di una prospettiva di tutto rispetto e cioè , in piedi dritto , su quel “piedistallo d’onore ” , situato su di un gradino appena sotto , rispetto alla postazione del vincitore , anche in questa occasione , dicevo , Longoni rivestì’ i tristi panni dello spettatore , che assistette inerme alla vittoria dell’altro .

L’altro naturalmente , era un ..Mancin , di nome e di fatto , l’ Eraldo in campo , che evidentemente , anche stavolta , alla fine gli fece, un bel tiro ..Mancin , rendendosi , per la seconda volta consecutiva , campione e fortunato protagonista della conquista del tricolore , questa volta , però , indossando l’ originale ed inimitabile maglietta bianca del Cagliari FC , quella cioè, con i 4 morì ben stampati sul petto , i laccetti al posto del girocollo , con quel numero , dietro le spalle , che sembrava quasi disegnato a mano da un designer davvero bravo .

E fu proprio la figura di Longoni , perdente si’ nel duello a distanza con Mancin , ma con grande dignità , che a tutt’ oggi mi fa tornare prepotentemente alla memoria , una partita disputata a Bologna , tra la Fiorentina e la squadra felsinea , nel 71/72 ,il quale evento sportivo rappresentò per il sottoscritto , il primo Derby dell’ Appennino , vissuto in trasferta , come giovanissimo tifoso della nostra amata Fiorentina.

Fu , l’incontro di quel giorno , purtroppo per noi , una partita contrassegnata , per lo più , da numerose assenze , patite proprio sulla sponda Viola , assenze assai importanti , come quelle del bomber Sergio Clerici detto il ” gringo ” , di Luciano ” cavallo pazzo” Chiarugi, di Nevio Scala e di Claudio Merlo.

La Fiorentina , davanti agli spalti gremiti del Dall’Ara si presentava , così , con la seguente formazione :
Superchi, Galdiolo,Longoni,Orlandini, Pellegrini, Brizi, Esposito, D’Alessi, Piccinetti, De Sisti, Mazzola II .
Il Bologna , dal canto suo , invece , era al completo e schierava una formazione con questi undici uomini:
Adani, Roversi , Fedele , Cresci, Janich, Gregori, Perani, Rizzo, Savoldi, Bulgarelli, Landini II

A quell’epoca , inoltre , dobbiamo sottolineare che, per la tifoseria ospite , era assolutamente possibile sedere tranquillamente sugli spalti insieme ai tifosi locali avversari , i quali al massimo potevano ” spararti ” contro , qualche sfottò in dialetto o qualche battuta al vetriolo , del tipo : ” Ma va là Ragassuolo , che ‘ sta Fiorentina stasera ce la cuciniamo come vogliamo.. ” .

Al che’ , poco divertito, anch’io mi sognavo , invece, di rimbalzo , un bel panino , con la ” Bologna dentro fatta a fette.. “.

Purtroppo , però , l’ inizio sembrò proprio dar ragione a quel simpatico tifoso bolognese , perché dopo appena 20 minuti , Ivan ” il terribile” Gregori , su ribattuta della nostra difesa , fece partire un destro , che trafisse il super “quotato” Franco Superchi , alla sua sinistra nell’angolino basso irraggiungibile.

Lassù davanti , intanto e per la verità piuttosto isolato, il ns centravanti “primavera” Piccinetti , e cioè l’ attuale allenatore dei ns baby calciatori del Porta Romana , lottava come un leone , nella morsa a tanaglia , dei difensori rossoblu , Tazio Roversi , Franco Cresci e Janich .

La partita , nonostante le defezioni già ricordate , si mantenne, tuttavia , più che equilibrata per gran parte dell’ incontro , senza, cioè , che poi ci fossero particolari occasioni clamorose da ambo le parti .

Il tutto , fino ad arrivare all’ episodio che vide protagonista proprio il nostro terzino sinistro ” coscia d’oro” Pino Longoni.

A 10 minuti dalla fine , in conseguenza di un fallo fischiato” a due” in area , Longoni si prese la responsabilità di calciare una punizione , che per la verità , sembrava , veramente, troppo angolata e cioè con una prospettiva troppo defilata lateralmente , rispetto alla posizione della porta, per sperare di poter sorprendere il portiere Amos Adani .

Ed invece Longoni , fece partire un bolide talmente potente , che passo’ veloce ed imprendibile tra la testa di Adani e la traversa della porta , senza che il portiere rossoblu , colto chiaramente di sorpresa , potesse accennare ad alcuna pronta e felice reazione .

La curva Viola esplose in un grido di giubilo , ormai da tutti noi abbondantemente insperato.
Al triplice fischio salutai con grande reverenza quel tifoso felsineo , pensando , con appetito abnorme , a quel succulento panino con la Bologna tagliata a fette , che nella mia immaginazione mi stavo gustosamente già divorando ..!

L’ eroe di quel giorno , e cioè Pino Longoni , disputò a Firenze , altri due campionati di grande livello , per poi passare ad indossare la maglia biancorossa del Lanerossi Vicenza nella stagione 73/74 , dove milito’ , per altri due anni .

Longoni , per tutti , ” coscia d’oro” , terrore di tutte le barriere , perché proprio nella sue gambe possedeva la forza della dinamite , potenza che esprimeva sovente sui calci piazzati, fini’ tragicamente i suoi giorni seduto su una carrozzina , colpito da una terribile malattia , fino all’ anno 2006 , quando si spense definitivamente lasciando la moglie Grazia , donna conosciuta in Sardegna ai tempi dei i suoi trascorsi nel Cagliari di Gigi Riva.

Ed ora , dopo averVi raccontato il romanzo della storia calcistica di Giuseppe Longoni , passiamo finalmente alla cronaca , altrettanto avvincente spero, dell’ incontro disputato oggi dal Porta Romana, contro la Sinalunghese , un evento , che tra l’altro , ha avuto , un epilogo da Libro Cuore , visto che questo turno di campionato, rappresentava per il nostro giocatore Sabia , per motivi di lavoro , anche l’ultima partita da disputare , come giocatore del Porta Romana .

Ore 14,30 , si parte ed e’ subito goal e vantaggio del Porta Romana , realizzato da Conti , dopo appena un minuto di gioco , su Assist di Carfora su punizione , vantaggio che , ahimè , l’arbitro , su segnalazione , puntuale , del guardalinee , annulla e quindi il tutto non vale e con l’illusione del vantaggio, si riazzerano i .. Conti.

Ma come sappiamo ..L’Asinalunga e’ un animale davvero difficile da domare , con ..colpi da tergo che fanno male, e lo si vede fin subito , dal ritmo che riescono ad imprimere al loro gioco , praticando un pressing a tutto campo , con i loro giocatori sempre addosso ai nostri giocatori .

A testimonianza di quanto sopra detto , al 20 mo minuto , i nostri avversari confezionano una doppia occasione davvero ghiotta , che però , per fortuna nostra, non riescono a trasformare in rete, grazie anche ai buoni riflessi del nostro numero uno , Parrini .

Succede , infatti, che in seguito ad un malaugurato passaggio indietro proveniente dal nostro centrocampo , la palla viene intercettato dal centravanti locale , un tipo davvero roccioso , quasi come una ..Montagnoli , che appena in possesso della sfera , si invola , come una ..valanga , verso la nostra rete , per poi battere a rete , trovando , per fortuna, il nostro portiere , che gli si…. Parrini davanti , respingendo d’istinto l’ insidiosissima conclusione .

Ma non è ancora finita , perché sul proseguimento dell’azione , la sfera perviene sui piedi della loro mezzala , che senza pensarci due volte, tira fuori dal ..Cappelli , una forte conclusione al volo, a botta sicura , conclusione che viene salvata , per fortuna, sulla linea da un nostro difensore .

Verso la fine del primo tempo, Parrini si oppone molto bene ad un altro tiro scagliato da fuori area da un loro centrocampista , e così si va al riposo.

All’ inizio del secondo tempo il Porta Romana, parte più deciso , costringendo i nostri avversari ad arretrare almeno di venti metri il loro raggio d’azione .

A metà del secondo , entra Gori , mossa questa , che si dimostrerà assai decisiva per le sorti dell’ incontro stesso .

Con l’ingresso di Gori , infatti, l’azione della nostra squadra , si fa subito , più vivace , con scambi davvero interessanti sulla fascia destra tra lui e Torrini , azioni che creeranno non poco scompiglio , ai nostri avversari , nella loro metà campo .

Al 30 mo del secondo tempo , Santini , mentre si involava , lanciato a rete , verso l’area dei nostri avversari , veniva brutalmente atterrato da tergo , intervento che veniva giudicato , comunque , regolare dall’arbitro di Arezzo.

A 10 minuti dalla fine , ecco l’episodio che poteva imprimere un indirizzo senz’altro decisivo alle sorti dell’incontro .

Santini dopo aver operato un bellissimo scambio nell’ area Sinalunghese , mentre si trovava quasi a tu per tu con il portiere dei locali Marini , cadeva a terra , perché colpito , chiaramente , da un netto intervento da dietro , provocato da un loro giocatore .

Il Direttore di gara , a quel punto, anziché decidere per l’assegnazione della massima punizione , optava , incredibilmente , per la simulazione del nostro giocatore , che veniva così , clamorosamente, ammonito per la seconda volta e quindi ” cacciato ” negli spogliatoi .

Tale situazione rinvigorisce pericolosamente le speranze della Sinalunghese , che così , riparte all’attacco nella speranza di poter far sua l’intera posta .

Ma i nostri non si abbattono per niente , perché anche se in inferiorità numerica , stoicamente , riescono a mantenere con Gori, Torrini , Conti e Carfora il possesso prevalente della palla , fino ad arrivare al 45 quando accade l’ inimmaginabile .

Da una punizione ben calciata da Carfora , all’altezza delle tre quarti , la palla sfila indisturbata in mezzo alla difesa senese , senza che la traiettoria , venga intercettata da qualcuno , anzi , quasi da nessuno , perché all’ultimo istante , ci mette il piede Salvatore Sabia , che devia in rete , battendo inesorabilmente il portiere ..Marini , per il quale la faccenda si fa … salata.

Ed e’ quindi 1 a 0 per il Porta Romana , vantaggio acquisito , grazie dunque all’ intuizione di Sabia , proprio lui , colui il quale, nella sua ultima partita , con la casacca arancionera , sigla all’ ultimo istante quel goal vittoria, che rilancia e migliora la classifica della nostra squadra .

Nel recupero , infine , Parrini si esibisce in una grandiosa parata , salvando il risultato su un tiro fortissimo scagliato da Bakkai , da una distanza di venti metri circa.

Morale della favola : un miglior regalo di addio , il nostro difensore Sabia , uomo con le valigie già pronte verso Roma , non ce lo poteva proprio fare .

Il grande abbraccio commovente e collettivo finale , di tutti i giocatori , stretti intorno a Sabia , oltre che a tributare il saluto e ringraziamento meritato al bravo difensore , sancisce pure, forse, il ritrovato entusiasmo dentro e fuori questa nostra squadra , che ieri si era persa ed oggi si e’ ritrovata . Avanti così .

Buona settimana g.

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